Un confronto aperto, partecipato e senza slogan. È questo il clima che ha caratterizzato “Giustizia è Partecipazione”, il primo incontro pubblico promosso da Laboratorio Civile e ospitato nella sala consiliare di Palazzo Loffredo a Monteforte Irpino.
L’iniziativa, dedicata al tema del referendum costituzionale e al rapporto tra giustizia, democrazia e cittadinanza, ha riunito amministratori, professionisti, studenti e cittadini in un dibattito che per oltre due ore ha affrontato uno dei temi più delicati del momento politico e istituzionale italiano.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Fabio Siricio, che ha portato i saluti istituzionali sottolineando l’importanza di creare spazi pubblici di discussione e partecipazione, soprattutto su questioni che riguardano direttamente il funzionamento della democrazia. Presenti anche Don Fabio e numerosi rappresentanti del mondo associativo e culturale del territorio.

A moderare il dibattito è stato il giornalista Angelo Damiano, che ha guidato il confronto tra due voci autorevoli del panorama giuridico: il professor Felice Pier Carlo Iovino, docente associato di diritto processuale penale all’Università di Salerno, e il magistrato Henry John Woodcock, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.
Due approcci differenti, ma accomunati dalla volontà di offrire strumenti di comprensione ai cittadini.
Nel suo intervento, il professor Iovino ha ricostruito il quadro costituzionale della riforma, evidenziando come l’assetto democratico italiano resti solido indipendentemente dall’esito del voto referendario. Un’analisi tecnica ma accessibile, volta a riportare il dibattito sul piano del diritto e delle garanzie costituzionali.
Più diretto e critico l’intervento del procuratore Woodcock, che ha posto interrogativi concreti sulla riforma proposta. In particolare, ha chiesto se la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante — uno dei temi centrali del dibattito — non potesse essere affrontata attraverso una legge ordinaria anziché mediante una revisione costituzionale. Woodcock ha inoltre richiamato l’attenzione sui possibili costi organizzativi ed economici della riforma: dalla creazione di due distinti CSM alla necessità di nuove strutture e di un’Alta Corte disciplinare.
Nonostante le diverse sensibilità emerse durante il confronto, il messaggio finale condiviso dai relatori è stato chiaro: partecipare al voto è fondamentale. Informarsi, comprendere e scegliere in autonomia rappresentano il cuore di una democrazia matura.
Ed è proprio questo il senso dell’iniziativa promossa da Laboratorio Civile: non indicare ai cittadini cosa pensare o come votare, ma creare occasioni di approfondimento e confronto libero, lontano dalla polarizzazione e dalla propaganda.
“Giustizia è Partecipazione” rappresenta così il primo passo pubblico di un percorso che punta a mettere al centro cittadinanza attiva, consapevolezza e dialogo. Un debutto che, per partecipazione e qualità del confronto, lascia intravedere la volontà di costruire uno spazio civico stabile e aperto alla comunità.
Da qui si parte. E, come hanno sottolineato gli organizzatori al termine della serata, il percorso è appena iniziato.



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